La prigione dorata
Come si arriva al femminicidio? adulando la vittima, ingannandola, raggirandola, manipolandola fino ad incastrarla. Ed ecco che una volta incastrata l'ignara donna soccombe alla prepotenza del suo oppressore. Prima il corteggiamento, i fiori, i cioccolatini..........poi..............?
Poi una bella prigione dorata costruita sulle tirannia, sulle minacce, sulla violenza psicologica e spesso anche fisica.
Una bella prigione solida e per la vittima, apparentemente indistruttibile.
La mia donna, sembra sgretolata, in alcuni punti evanescente, ma se la si osserva attentamente si può chiaramente percepire dalla sua espressione un accenno di speranza, i suoi occhi profondi trasmettono gioia a indicarci che anche se il suo corpo è stato intrappolato, la sua anima rimane libera nel tempo e nello spazio, e che nessuno neanche il suo tiranno la può costringere in un luogo da cui non è possibile uscire.
La mia donna dice: denunciamo chi ci vuole fare del male, chi crede che non abbiamo il diritto di vivere una vita reale, il diritto di svelare che siamo esseri pensanti con logica e contenuto, denunciamo il carceriere che un giorno, diventerà altrimenti il nostro carnefice.